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Esami e colloqui di lavoro non sono la fine del mondo, ma eventi normali
Quando il cuore inizia a ballare il tip tap davanti alla porta di un ufficio chiuso e i palmi delle mani si inumidiscono, il cervello attiva la modalità di sopravvivenza, che impedisce di ricordare persino il proprio cognome. RBC-Ucraina vi spiega come trasformare l’ansia da panico in fiducia costruttiva con l’aiuto di cinque passi e pubblica i consigli esclusivi di Natalia Garina, Master in Psicologia e psicoterapeuta.
La paura prima di un esame o di un colloquio di lavoro non è un segno di debolezza, ma un meccanismo naturale di mobilitazione della forza, che bisogna solo imparare a “domare”.
Lo stress prima di una riunione importante è noto a tutti. Il problema sorge quando l’ansia diventa così forte da impedire la concentrazione. La psicologa Natalia Garina ci spiega come fare per riprenderci in un momento critico.
Passo 1: la preparazione come base per la calma
La prima barriera al panico è la consapevolezza. Quando sappiamo cosa ci aspetta, l’ignoto non ci spaventa più.
“Più una persona è preparata ad affrontare un esame o un colloquio, meno spazio c’è per i pensieri ansiosi. È importante pensare alle possibili domande, preparare le risposte e pianificare le proprie azioni in anticipo. La sensazione di controllo sulla situazione riduce il livello di tensione”, afferma Natalia Garina.
Fase 2: Calmare il corpo attraverso la respirazione
La fisiologia è sempre la prima a reagire. Un battito cardiaco accelerato invia al cervello un segnale di pericolo, chiudendo il cerchio dello stress.
“Quando una persona è ansiosa, la respirazione diventa superficiale e rapida, aumentando ulteriormente l’ansia. Una respirazione lenta e profonda aiuta a calmare il sistema nervoso. Per esempio, si possono fare diverse inspirazioni lente dal naso ed espirazioni dalla bocca, concentrandosi sul ritmo della respirazione”, consiglia lo psicologo.
Fase 3: cambiare il dialogo interno
Gli scenari più spaventosi li disegniamo noi stessi ancor prima che l’evento abbia inizio. È importante fermare in tempo questo “film dell’orrore” nella vostra testa.
“Prima di eventi importanti, le persone spesso iniziano a immaginare gli scenari peggiori: di dire la cosa sbagliata o di fallire un compito. Questi pensieri non fanno che aumentare la paura. Vale invece la pena di ricordare che l’eccitazione è una reazione normale e che, anche se si commette un errore, non significa una catastrofe”, spiega l’esperto.
Fase 4: prove immaginarie di successo
Il cervello non sempre distingue tra un evento reale e una visualizzazione molto vivida. Sfruttate questo aspetto a vostro vantaggio.
“Potete riprodurre mentalmente una situazione futura: come entrate in ufficio, rispondete alle domande, portate avanti con calma una conversazione. Questa visualizzazione aiuta il cervello a percepire l’evento come familiare anziché minaccioso”, sottolinea Natalia Garina.
Fase 5: una visione dal futuro
Provate a immaginarvi tra un anno dopo questo evento. Vi sembrerà altrettanto fatale?
“Infine, è importante ricordare che un esame o un colloquio di lavoro è solo uno degli eventi della vita. Non determina completamente il vostro valore o il vostro futuro. Quando si ha una visione più ampia della situazione, i livelli di stress diminuiscono e la fiducia aumenta”, conclude la psicologa.
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