Perché i vegani si ammalano con la stessa frequenza di chi mangia carne: una panoramica della ricerca

I sostenitori di una dieta a base vegetale promettono ai loro aderenti salute eterna, magrezza e protezione da tutte le malattie, dipingendo i mangiatori di carne come malati e sofferenti.

Ma studi epidemiologici oggettivi mostrano un quadro diverso: i vegani hanno effettivamente meno probabilità di soffrire di alcune malattie, ma più spesso di altre, e la loro aspettativa di vita complessiva non è superiore a quella dei mangiatori moderati di carne, secondo un corrispondente di .

Uno studio su larga scala che ha seguito per decenni decine di migliaia di vegetariani e mangiatori di carne ha rilevato che i vegani hanno meno probabilità di soffrire di malattie coronariche, ma più probabilità di soffrire di ictus, anemia e osteoporosi.

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Il motivo è che una dieta a base vegetale abbassa il colesterolo ma spesso non fornisce abbastanza vitamina B12, ferro e calcio, fondamentali per i vasi sanguigni e le ossa.

Gli endocrinologi sottolineano che il veganismo richiede un approccio molto consapevole e un monitoraggio costante.

Non è sufficiente eliminare la carne, bisogna essere in grado di combinare le proteine vegetali per ottenere tutti gli aminoacidi essenziali e assumere integratori laddove non sia possibile ottenerli dal cibo, e non tutti sono in grado di farlo.

I cardiologi aggiungono che il colesterolo basso nei vegani non è sempre una cosa positiva, perché il colesterolo è necessario per costruire le cellule e gli ormoni.

Un livello di colesterolo troppo basso è associato a un aumento del rischio di depressione, suicidio e ictus emorragico, e l’equilibrio è più importante in questo caso che puntare a zero.

Gli studi sulla longevità nelle “zone blu” mostrano che le persone vivono più a lungo non con un veganismo rigoroso, ma con una dieta a base vegetale con piccole quantità di pesce e prodotti caseari.

Gli okinawani, i sardi e gli ikariani mangiano carne raramente, ma non la eliminano del tutto, ed è questo approccio moderato che massimizza i risultati in termini di salute e longevità.

Il veganismo è quindi una scelta etica, non una garanzia di salute, e va affrontato in modo consapevole, con analisi e conoscenza della fisiologia.

Se si eliminano interi gruppi di alimenti, bisogna capire con cosa li si sostituisce, altrimenti, invece della longevità promessa, ci si può ritrovare con un letto d’ospedale e iniezioni di vitamine per tutta la vita.

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