L’uva richiede una regolare potatura verde e molti viticoltori alle prime armi non sanno quali tralci lasciare e quali eliminare senza pietà.
Gli errori in questo caso costano il raccolto: si può lasciare troppo in più o rimuovere ciò che avrebbe dovuto fruttificare, riferisce il corrispondente di .
La regola base del viticoltore: per la fruttificazione lasciare i tralci dell’anno in corso, cresciuti dalle gemme della vite dell’anno scorso, e tutto il resto deve essere eliminato.
Su ogni anello fruttifero lasciare due germogli: uno per la fruttificazione, il secondo per la sostituzione per il raccolto dell’anno successivo.
Tutti i tralci deboli, grassi e che crescono all’interno del cespuglio vengono rimossi senza pietà, in modo che non ispessiscano la chioma e non tolgano luce e nutrimento alle viti da frutto.
I figliastri che crescono dalle ascelle delle foglie sui tralci principali devono essere pizzicati al di sopra della seconda o terza foglia, in modo che non indeboliscano la pianta.
Anche il numero di infiorescenze sul germoglio è razionato: per le varietà a frutto grosso lasciare uno o due grappoli, per quelle a frutto piccolo possono essere di più.
Con la giusta operazione sul verde, l’uva è grande, dolce e pienamente matura anche nell’estate non più soleggiata.
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