Perché un gatto urla di notte, ma è calmo di giorno: ansia senile o malattia

I “concerti” notturni dei gatti anziani sono una delle lamentele più frequenti dei proprietari, e non sempre la causa risiede nella demenza.

I veterinari mettono in guardia: prima di escludere un forte miagolio come “marasma senile”, è necessario escludere l’ipertiroidismo – un aumento della funzione tiroidea, che si verifica in un gatto su dieci di età superiore ai 10 anni, riferisce il corrispondente di .

L’eccesso di ormoni tiroidei influisce sulle funzioni cerebrali, causando irrequietezza, iperattività e la stessa vocalizzazione notturna che i proprietari scambiano per un segno di confusione.

Allo stesso tempo, il gatto può mostrare un aumento dell’appetito pur rimanendo magro: un’altra bandiera rossa che non deve essere ignorata.

Se l’ipertiroidismo è stato escluso e i pianti notturni continuano, il candidato successivo è l’ipertensione.

I gatti che soffrono di ipertensione provano ansia e disorientamento e, nei casi più avanzati, l’ipertensione porta al distacco della retina e alla cecità, il che non fa che aumentare la confusione.

La terza causa più comune di irrequietezza notturna nei gatti anziani è il dolore cronico. I gatti, a differenza dei cani, sono abili a nascondere il disagio, ma di notte, quando il dolore diventa intollerabile, urlano forte, soprattutto se si tratta di osteoartrite o di problemi dentali.

Solo quando tutte le cause somatiche sono state escluse, si può parlare di una sindrome di disfunzione cognitiva: la demenza felina.

Secondo alcuni studi, circa il 30% dei gatti di età superiore ai 15 anni soffre di questa malattia neurodegenerativa e la vocalizzazione notturna è uno dei suoi sintomi classici.

Nella demenza, il gatto non si limita a “urlare per la solitudine”, come pensano alcuni proprietari. Prova un vero e proprio disorientamento: svegliandosi al buio, non sa dove si trova e il suo grido è un richiamo a un “rifugio” sicuro che non riesce a trovare.

Gli specialisti veterinari sottolineano l’importanza della diagnosi differenziale, poiché gli approcci al trattamento dell’ipertiroidismo, dell’ipertensione, del dolore e della demenza stessa sono fondamentalmente diversi.

Gli esami del sangue per gli ormoni tiroidei, le misurazioni della pressione sanguigna e le radiografie delle articolazioni sono tappe obbligate nell’esame di un gatto anziano con alterazioni comportamentali.

Per i gatti con demenza conclamata, la stabilità ambientale è fondamentale.

Cambiamenti bruschi come il riordino dei mobili, l’introduzione di un nuovo animale domestico o un trasloco possono scatenare un improvviso peggioramento, mentre una routine regolare, luci soffuse di notte e un facile accesso alla lettiera possono contribuire a ridurre l’ansia.

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