Perché l’uva spina ingiallisce e come fermarla: il segreto della pacciamatura

L’anno scorso, guardando i cespugli di uva spina che all’inizio dell’estate erano ricoperti di frutti verdi, il mio vicino di dacia si rallegrava per il raccolto senza precedenti.

Ma al momento della raccolta le bacche si sono rivelate gialle, insipide e ricoperte da una placca grigia, e la gioia è stata sostituita da un’amara delusione, riferisce il corrispondente di .

Il motivo si è rivelato banale: il caldo e la mancanza di pacciamatura hanno portato al surriscaldamento del terreno e all’essiccamento delle radici, e il cespuglio, in preda allo stress, ha fatto cadere alcune delle bacche, e quelle rimaste non sono riuscite a colare.

L’uva spina, come molti arbusti da bacca, non tollera il surriscaldamento dell’apparato radicale e reagisce immediatamente con un peggioramento della qualità dei frutti.

Un vicino, che non ha mai pacciamato le sue aiuole, l’anno scorso ha provato a coprire i semenzai con uno spesso strato di erba tagliata e paglia.

Il risultato non si è fatto attendere: le bacche dei cespugli pacciamati sono rimaste verdi, grandi e dolci, mentre quelle non pacciamate hanno dato un raccolto giallo e sgradevole.

La pacciamatura evita il surriscaldamento delle radici, preserva l’umidità e impedisce al terreno di spaccarsi con il caldo, il che è particolarmente importante per l’uva spina con il suo apparato radicale poco profondo.

Lo strato erboso deve avere uno spessore di almeno dieci centimetri e deve essere rinnovato man mano che si deposita durante l’estate.

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