Una veterinaria con 20 anni di esperienza ha confessato una volta all’autore di queste righe: ciò che apprezza di più durante una visita non sono le operazioni complesse, ma i momenti in cui il proprietario si lamenta delle “stranezze”.
Tra questi, il vociare di mezzanotte di un gatto ben nutrito e apparentemente assolutamente felice occupa il primo posto d’onore, come riporta il corrispondente di .
Non si tratta di un capriccio o di un desiderio di infastidire, come molti proprietari erroneamente credono.
L’orologio biologico del gatto domestico è impostato sull’attività crepuscolare, un’eredità diretta dei suoi antenati selvatici.
Quando una persona spegne la luce, si attiva il ciclo naturale dell’animale domestico: deve controllare il territorio, reintegrare l’attività motoria che non ha avuto durante la lunga giornata trascorsa sul divano.
Gli esperti di comportamento animale chiamano questo fenomeno “sindrome da energia accumulata”.
Gli zoopsicologi consigliano di spostare l’attenzione dalla punizione alla fatica preventiva. Quindici minuti di gioco attivo con imitazione dell’inseguimento prima dell’ultima poppata possono cambiare drasticamente lo schema notturno. Un gatto che ha effettuato una “caccia riuscita” segue un algoritmo biologico: mangiare, fare la toeletta, dormire.
Molte persone commettono l’errore fatale di saltare giù dal letto e cacciare via chi urla.
La psicologia cognitiva degli animali afferma che qualsiasi reazione del proprietario, anche se negativa, rappresenta un rinforzo del comportamento per l’animale. Il gatto riceve la conferma che il suo “segnale” ha funzionato e la volta successiva ripeterà il trucco con il doppio dell’energia.
L’unico metodo che funziona è l’ignoranza completa combinata con l’arricchimento ambientale.
Una mangiatoia automatica che si apre alle quattro del mattino o un giocattolo interattivo che può essere avviato con un timer spostano l’attenzione dell’animale dall’uomo a un meccanismo prevedibile e sicuro. In questo modo si interrompe il rapporto vizioso di “richiesta di attenzione da parte del proprietario”.
I proprietari che di notte installano tiragraffi alti o mensole vicino alla finestra spesso scoprono che l’animale sceglie di guardare l’esterno invece dei concerti.
Questo non rende il gatto meno socievole; al contrario, inizia a valutare il tempo trascorso vicino al padrone durante il giorno come un atto volontario piuttosto che come una necessità forzata.
Il vero problema inizia quando l’uomo cerca di umanizzare le motivazioni dell’animale.
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