Commozione cerebrale in un bambino: come riconoscerla, cosa fare e quando rivolgersi urgentemente a un medico

Foto: da fonti aperte

Le cadute dalla bicicletta, gli urti al parco giochi o gli infortuni sportivi possono essere causa di commozioni cerebrali.

Quando sentiamo parlare di commozioni cerebrali, spesso pensiamo a sport professionali come il calcio o il rugby. Ma in realtà queste lesioni sono molto più comuni nella vita di tutti i giorni, ad esempio quando si gioca nel cortile della scuola, quando si cade dalla bicicletta o addirittura negli incidenti stradali. Come spiega la RTÉ, è a causa della varietà dei sintomi che i genitori a volte hanno difficoltà a capire se il loro bambino ha effettivamente subito una commozione cerebrale. Ecco perché è importante conoscere i principali segnali e sapere cosa fare.

Cos’è la commozione cerebrale

La commozione cerebrale è una lesione che modifica temporaneamente il funzionamento del cervello. Può verificarsi non solo a causa di un colpo diretto alla testa. A volte basta un colpo violento al corpo o al collo per provocare un forte spostamento del cervello all’interno del cranio. Questo può causare disturbi temporanei nel funzionamento del cervello che si manifestano con una serie di sintomi.

Principali sintomi della commozione cerebrale

È importante ricordare che i sintomi possono comparire non solo subito dopo l’infortunio, ma anche ore o addirittura giorni dopo. I segni più comuni sono:

  • cefalea;
  • vertigini;
  • nausea;
  • problemi di concentrazione;
  • aumento della stanchezza;
  • sensibilità alla luce o al rumore;
  • confusione;
  • problemi di equilibrio.

Detto questo, ogni caso di commozione cerebrale può essere diverso, quindi un bambino può manifestare solo una parte dei sintomi.

Quando recarsi immediatamente in ospedale

A volte un trauma cranico può essere più grave di una semplice commozione cerebrale. In questi casi, è necessario recarsi subito in ospedale. L’assistenza medica urgente è necessaria se un bambino:

  1. ha forti dolori al collo;
  2. avverte intorpidimento o formicolio alle braccia o alle gambe;
  3. ha un aspetto molto assonnato o disorientato;
  4. ha perso conoscenza;
  5. ha un mal di testa forte o incessante;
  6. ha crisi epilettiche;
  7. inizia a vomitare dopo un colpo;
  8. vede una doppia immagine.

Questi sintomi possono indicare una lesione cerebrale più grave.

Cosa fare se si sospetta una commozione cerebrale

  • Interrompere immediatamente l’attività. Se si verifica un infortunio durante uno sport o una partita, il bambino deve interrompere immediatamente ogni attività fisica. Non tornare a giocare il giorno stesso.
  • Evitare lo sforzo eccessivo. Dopo una commozione cerebrale, è opportuno limitare temporaneamente le luci intense, i rumori forti, l’uso di smartphone e computer e i videogiochi. Tutti questi fattori possono peggiorare la situazione.
  • Rivolgersi a un medico.Il bambino deve sempre essere visitato da un medico professionista, come un pediatra, un neurologo o un medico dello sport. Lo specialista stabilirà se si tratta effettivamente di una commozione cerebrale, se sono necessari ulteriori esami e come recuperare correttamente.

Trattamento della commozione cerebrale

Nella maggior parte dei casi, le commozioni cerebrali sono ben trattate. Il recupero è spesso graduale:

  1. i sintomi diminuiscono con il tempo;
  2. il bambino ritorna gradualmente alla vita normale;
  3. a volte richiedono esercizi aggiuntivi come esercizi di equilibrio, esercizi cognitivi per la concentrazione e programmi speciali di riabilitazione.

Cosa può ritardare il recupero

Dopo una commozione cerebrale, alcuni fattori possono peggiorare le condizioni del bambino:

  • uso prolungato di gadget;
  • stress e ansia;
  • luoghi rumorosi;
  • attività fisica eccessiva;
  • allenamento intensivo senza pause.

Pertanto, i medici raccomandano di creare un ambiente il più possibile tranquillo per il bambino.

Come aiutare il bambino a riprendersi più velocemente

Per un recupero corretto sono importanti le cose più semplici: dormire a sufficienza, mangiare regolarmente, bere acqua a sufficienza e riprendere gradualmente la scuola e lo sport. La regola principale è evitare colpi ripetuti alla testa finché il cervello non si è ripreso.

Gli esperti lo spiegano con una semplice metafora: dopo una commozione cerebrale, il cervello funziona come un telefono con la batteria scarica. È in grado di eseguire i compiti, ma si stanca più rapidamente. Pertanto, il bambino deve riposare per un po’, tornare gradualmente a scuola e solo in seguito a praticare sport.

Il passaggio da una fase all’altra deve essere lento. Se i sintomi ritornano, è necessario fare un passo indietro e dare al corpo più tempo.

La commozione cerebrale nei bambini è più comune di quanto sembri e può verificarsi anche durante il normale gioco. La chiave per i genitori è conoscere i sintomi e non ignorarli. Ricordate che il cervello è la risorsa più preziosa, quindi dopo un infortunio bisogna concedergli tempo e riposo per recuperare.

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